Aston Martin presenta la nuova Vantage, anche in versione GTE

La nuova sportiva di Gaydon rappresenta un salto nel futuro rispetto alla precedente V8 Vantage, venduta dal 2005 in ben 21.500 esemplari, abbinando un design evocativo, ma inedito con caratteristiche tecniche di alto livello.


La coupé è lunga 4,46 metri e la Aston Martin ci tiene a sottolineare come questo dato sia inferiore di 34 mm rispetto alla acerrima nemica Porsche 911.

Il peso totale a secco non supera i 1.530 kg ed è equamente distribuito tra gli assi, un dato che va confrontato con le potenzialità del motore: l’unità V8 4.0 biturbo di origine Mercedes-AMG eroga 510 CV e 685 Nm di coppia massima ed è dotata di un esclusivo sistema di lubrificazione a carter umido molto compatta, che ha permesso di abbassare il propulsore nel vano motore e migliorare così il baricentro.

La Vantage è in grado di toccare le 195 miglia orarie (314 km/h) e dichiara un tempo di 3,7 secondi per toccare i 100 km/h da fermo. Al guidatore viene offerta la possibilità di scegliere tra tre classiche modalità di guida: Sport, Sport Plus e Track. Questa scelta, che influisce sulla risposta di motore e cambio, modifica anche la risposta del servosterzo elettrico e dell’assetto adattivo Skyhook (di serie), oltre ai settaggi dell’Esp e dell’E-Diff.

L’assetto può contare su pneumatici Pirelli PZero sviluppati appositamente nelle misure 225/40 e 295/35 con cerchi di lega da 20″, mentre l’impianto frenante offre dischi scomponibili anteriori da 400 mm con pinze a sei pistoncini e posteriori da 360 mm con pinze a quattro pistoncini.

Di fronte alle foto ufficiale è impossibile non notare l’evoluzione che il design Aston Martin ha percorso negli ultimi anni. Il Dna del marchio è rimasto e certi elementi, come la mascherina frontale e le proporzioni sono ancora lì, intatte. Allo stesso tempo ci sono concetti nuovi come i piccoli gruppi ottici frontali full Led di dimensioni ridotte, gli sfoghi d’aria laterali e lo specchio posteriore con il gruppo ottico unico e il portellone con profilo integrato.

L’aerodinamica detta ormai lo stile: così troviamo un grandissimo diffusore posteriore, un frontale molto pulito sui lati e dotato di uno splitter pronunciato e fiancate scavate: tutto questo, insieme al lungo lavoro sul fondo carenato e sulle prese d’aria, ha permesso di generare downforce senza appendici fisse, che sicuramente arriveranno in futuro sui modelli ancora più estremi.

Non c’è da stupirsi se la casa Britannica abbia introdotto un’altra variante della Vantage: la GTE. La Aston punta a conquistare altri ottimi risultai in ottica mondiale “Endurance”. Si tratta, come nelle previsioni, di un deciso salto nella modernità da parte della Casa britannica che proprio con questa vettura ha iniziato un rapporto di collaborazione con AMG, produttrice del propulsore V8 a doppia sovralimentazione di 4 litri di cilindrata che va a sostituire il precedente.

Ma è nella realizzazione del telaio e dell’aerodinamica che la Vantage GTE rappresenta una decisa evoluzione rispetto all’esemplare che ha gareggiato fino a sabato scorso nel campionato del mondo. Ora la linea aerodinamica non è più come in precedenza poco armoniosa nel proprio sviluppo.

Utilizzando il V8 AMG si è scelta la strada del motore anteriore ma spostato il più possibile verso il centro per garantire il massimo equilibrio, proprio come accade con le AMG GT che tanto bene stanno comportandosi in GT3. Come la Ford GT e la Porsche , anche la nuova vettura ha un estrattore di abbondanti dimensioni al retrotreno, la cui parte finale è interamente fuoribordo.

Il frontale è caratterizzato da un’ampia zona di raffreddamento e soprattutto di una canalizzazione dei flussi d’aria molto interessante, quasi estrema, segno che nulla è stato lasciato al caso.

I primi test dell’Aston Martin Vantage GTE si sono svolti in estate sulla pista inglese di Rockingham. Tra settembre e ottobre la squadra ha lavorato lungamente sia sul circuito di Andalusia sia a Navarra dove ha simulato per ben 30 ore. In totale la vettura ha già percorso oltre 21.000km di test. Tra questi anche quelli svolti a Sebring la settimana precedente alla 6 Ore del Bahrain.

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Luigi Gueli

Classe 1996. Studente di Ingegneria Aerospaziale.
Da sempre nutre la passione per tutto ciò che ammette movimento, 4 e 2 ruote comprese.

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