Grand Prix del Canada 2017, tutto ciò che bisogna sapere

Ritorna la Formula 1 oltreoceano con il settimo appuntamento della stagione, il GP del Canada.

Gilles Villeneuve, a cui è intitolato il circuito

La conformazione originale della pista vedeva i box sistemati nel tratto successivo al tornantino. Il tratto successivo vedeva una serie di veloci cambi di direzione, un allungo verso l’attuale zona dei box, ed ancora una serie di varianti che portavano all’altra curva lenta, all’estremo opposto del tracciato.

Nel 1997, nel tratto più guidato del circuito, Olivier Panis ebbe un incidente con la sua Prost, riportando la frattura di entrambe le gambe. La ricerca di un aumento della sicurezza portò, per l’edizione 2002, ad anticipare il tornantino, per aumentare lo spazio di fuga all’esterno, spazio di fuga successivamente asfaltato, come di norma nei circuiti odierni. E i giri salgono di 1 solo, dai 69 del 1996-2001 ai 70 attuali.

QUEST’ANNO

Montreal come Montecarlo, perlomeno in termini di mescole disponibili. Saranno le tre specifiche più morbide a essere protagoniste nel week end in Canada, su un tracciato dalle caratteristiche opposte a Monaco. Basso carico aerodinamico, alla ricerca dell’equilibrio perfetto tra velocità di punta sul dritto e stabilità in frenata, perché sul Circuit Gilles Villeneuve conta andar forte sui rettilinei ma al tempo stesso ritrovarsi una monoposto equilibrata nei sei punti di frenata che spezzano gli allunghi.

L’energia laterale scaricata sulle gomme è minima, al pari dell’abrasione dell’asfalto e dell’aderenza, livelli di grip destinati a migliorare in fretta, come accade sui tracciati semipermanenti. Lo stress sviluppato sulle coperture è frutto dei carichi verticali e longitudinali che si generano in frenata e in trazione, senza dimenticare l’aggressione decisa dei cordoli. Il tema del week end sarà ancora una volta l’attivazione corretta delle gomme anteriori, potenzialmente critica vista l’assenza di curve con impegno continuo laterale sulla gomma.

I lunghi rettilinei abbattono le temperature, prima di picchi improvvisi in staccata. «Montréal ha caratteristiche uniche, anche se ha alcuni tratti in comune con Sochi, come ad esempio l’asfalto abbastanza liscio.

Lo scorso anno il vincitore ha optato per una sola sosta, mentre il secondo al traguardo si è fermato due volte utilizzando tutte e tre le mescole disponibili, a riprova delle tante strategie possibili. Su questo circuito non è mai facile trovare il giusto set up e il corretto bilanciamento meccanico e aerodinamico: questo è uno dei fattori-chiave per far lavorare correttamente i pneumatici.

Anteprima Pirelli Canadian GP 2017

È anche importante tenersi sempre pronti a cambiare strategia, che può essere influenzata dal meteo oppure dall’ingresso della safety car», anticipa Mario Isola. Un anno fa il week end del Gran Premio del Canada si corse con temperature ambientali particolarmente rigide, 12° C nell’aria si trasformarono in un asfalto tra i 21 e 24° C in gara. Le previsioni dicono di una tre giorni con valori molto più elevati, si attendono temperature ambientali tra i 18 e 26° C, giornate di sabato e domenica le più calde e con pista asciutta, diversamente dal venerdì, atteso con un un’elevata possibilità di pioggia.

Le pressioni minime di gonfiaggio imposte da Pirelli sono di 20 psi sulle gomme anteriori e 18,5 psi al posteriore, con valori di camber massimo di -3,5 gradi all’avantreno e -2,00 gradi al retrotreno.

 

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Luigi Gueli

Classe 1996. Studente di Ingegneria Aerospaziale.
Da sempre nutre la passione per tutto ciò che ammette movimento, 4 e 2 ruote comprese.

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